LadyP e femminile

Prendendo spunto da un commento su Facebook in cui un’amica commentava l’utilità di LadyP, mi piacerebbe poter esprimere ciò che per me significa femminile. Sono solo alcune riflessioni, nulla di più, uno spunto, un accenno, un qualcosa da cui partire se interessa l’argomento.

Ma partiamo dall’inizio…. 

uno dei commenti riguardava il fatto che la parte femminile della commentatrice si ribellava all’uso di un imbuto, LadyP, che nelle sembianze e per il fatto di urinare in piedi, era per lei troppo maschile. Spero di aver compreso bene il suo pensiero.

Riporto inoltre, ma giusto per cronaca e slegato da ciò che la commentatrice esprimeva, il commento di una signora incontrata all’ultima fiera a cui ho partecipato:

Guardando scioccata e scandalizzata LadyP, tutte in bell’ordine sul banco con i suoi 4 colori di cui sono orgogliosissima, disse:

“Se Dio ci ha create così un motivo ci sarà” e vi assicuro che il tono e soprattutto gli occhi stavano fulminando me, le LadyP e tutto il banco insieme.

Io sorridendo le risposi che mi sembrava un’affermazione un po’ fuori luogo per l’aggeggio in questione….la risposta? “Queste, sono fuori luogo!”

Ops!

Decisamente una personale interpretazione!!!

Partendo dal presupposto che ognuno percepisce sé in modo personale ed intimo e che sia totalmente lecito, la mia percezione del femminile,  il mio, ma anche più genericamente Il Femminile, ha poco a che fare con fattori esterni. E’ un percorso di crescita partendo dall’essere femmina, che si sviluppa piano piano acquisendo consapevolezza di chi si è, della potenza dell’universo femminile, potenza in senso di forza di cambiamento e di evoluzione. E’ una lunga strada, spesso ostacolata con un modello fuorviante e sempre esteriore in cui talvolta ci si sente confuse o inadeguate. Ma il modello proposto  è la Femmina, così come viene percepita nel mondo esterno, spesso maschile, ma anche femminile se non ci si pone due domande. Parlo di mondo femminile perché tanta e troppa è da parte nostra la ricerca di una perfezione esteriore che nessuna donna può raggiungere. E le donne con il tempo si sono adeguate a questo sogno non nostro.

Penso, che, se in reale contatto con il nostro femminile, poco abbia effetto un semplice imbutino. E’ solo praticità che nulla toglie al percorso e per dirla tutta e qui parlo in prima persona,  mi mette, anche solo per gioco, nei panni dell’altro, il maschio e Il Maschile, altra parte fondamentale e presente in tutte noi. Capire una realtà anche solo semplice dell’ “altra metà del cielo” non è male. E ci mette in contatto anche un po’ meglio con noi stesse.  Ed è divertente. E soprattutto Liberatoria! 🙂

Più che vedere LadyP come una minaccia al proprio Femminile vorrei accennare al forte disagio che donne giovani e non più giovani hanno con il proprio corpo dalla vita in giù. Dopo tanti anni in cui ascolto e mi confronto su questi temi mi sono resa conto che il ciclo mestruale o mestruazioni o le cose, le zie o come si preferisce chiamarlo è ancora un argomento “tabù”

Premetto che credo profondamente alla correlazione tra psiche, emozioni e salute.

Viviamo in un contesto dove il bacino è bloccato. Dove i balli latino americani o la danza del ventre sono per molte di noi improponibili per la rigidità con cui viviamo i movimenti. Dove, dalla vita in giù non esistiamo emozionalmente parlando.

Dove cisti ovariche, endometriosi, dolori mestruali, tumori alle ovaie e al collo dell’utero la fanno ancora da padroni.

Dove il ciclo, perché è ciclico, viene vissuto come fonte di fastidio.

Certo, non ci hanno aiutato in questo e, come spesso accade, sono le stesse donne a insegnare i limiti e a vivere questo momento in modo negativo opponendosi talvolta ad un modo differente di percepire questo momento così, permettetemi l’espressione, catartico. Sì, perché cosa è più forte di un flusso che ogni mese ci pulisce, ci scarica da tossine ma anche da emozioni, pensieri che non ci fanno bene?

Questo “scarico” al maschio è totalmente sconosciuto e lo obbliga a trovare un altro modo per “eliminare”…magari il calcio? 🙂

Le mestruazioni sono il simbolo ed emblema della nostra fertilità, non solo come capacità procreativa ma come creazione nel senso più ampio del temine

Fino a non molti anni fa e faccio riferimento alla storia recente nel mondo occidentale, se una donna aveva le mestruazioni non poteva lavarsi i capelli, fare il bagno, toccare i fiori per non parlare di rapporti sessuali. Le mestruazioni venivano e talvolta ancora vengono viste come limite a noi stesse, nelle cose che amiamo fare.

Manca a mio avviso la comprensione dell’opportunità che questo processo così particolare ed unico ci regala.

Mi colpisce molto quando alcune donne vedono per esempio la coppetta mestruale e la reazione è di schifo. Questo mi fa riflettere come mi fa riflettere il disgusto che molte donne provano per il proprio sangue. Viene vissuto come sporco, puzzolente, fastidioso…insomma un delirio. Ma è il nostro sangue,  scorre nelle nostre vene e ci fa vivere. Provarne disgusto è una contraddizione. 

Ho avuto una splendida conversazione con una ragazza alla Festa del Riciclo.Mi raccontava di quanto avesse detestato avere il mestruo e di quanto fosse cambiato il suo rapporto utilizzando la coppetta mestruale. Mi diceva che ora vive le mestruazioni come qualcosa di naturale, di atteso anche,  è entrato a fare parte della sua vita in modo sereno e si vive tranquillamente come donna fertile. 

Si è messa, a mio parere nella situazione migliore per accettare una parte di sè.

Difficile poterlo fare quando si è a “mollo” tutto il giorno, quando trasudi questo odore particolare che, questo sì, non è naturale. Molte donne si stupiscono quando faccio notare che l’utilizzo della coppetta cambia la percezione delle mestruazioni ed il rapporto con esse. Che il sangue non puzza, avete mai sentito un odoraccio quando vi tagliate? Che le infiammazione, irritazioni da contatto, persino le candidosi vengono praticamente neutralizzate. Non è magia, è pulizia. Essere in un ambiente pulito rende tutto molto più semplice. I tamponi e gli assorbenti sono in materiale organico ed essere impregnati per ore fa si che ci sia una proliferazione batterica impressionante e quella si che puzza! Un cadavere nelle mutande! Bleah!

Mi sono lasciata trascinare 🙂

Amo fare le fiere perché mi mettono in contatto con un mondo di donne. Tante, diverse, ognuna con la sua storia e spesso non semplice e se riuscissi a trasmettere alle donne la nostra bellezza per questa nostra unicità, la scoperta del nostro corpo e della nostra vita insieme al nostro corpo, sarei felicissima. Accendere la scintilla che possa portare all’armonizzazione del nostro rifiuto e alla nostra realtà che non può permettersi di rifiutare.

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