Quando gli esercizi per la muscolatura pelvica non sono sufficienti? Cosa si può fare?

Non tutte le donne sono in grado di esercitare la propria muscolatura pelvica senza aiuto.

Se la muscolatura è molto debole o c’è una perdita di sensibilità nella pavimentazione pelvica causata dal parto, un intervento o costipazione cronica, spesso è difficile rendersi conto di fare il giusto.

Alcune donne si accorgono che riescono ad avere una sensazione che qualcosa accada solo se trattengono il respiro oppure contraggono i glutei e i muscoli addominali contemporaneamente. Questo significa che si stanno utilizzando questi muscoli invece della pavimentazione pelvica pensando di farla lavorare mentre in effetti nulla accade. Quantomeno al pavimento pelvico!

Se tutto ciò si protrae per del tempo senza che si vedano risultati, forse è il momento di utilizzare un aiuto extra.

L’Educatore insegna proprio questo. Nella ginnastica attiva è un ottimo mezzo per iniziare e comprendere esattamente quale muscolo si sta utilizzando mentre si pratica l’esercizio. è uno strumento con un costo accessibile e facile da usare.

Si compone di due parti, una parte più ampia che viene inserita in vagina e un bastoncino che fuoriesce e si muove in risposta al movimento. Con l’utilizzo dei muscoli pelvici, per cui con la contrazione il bastoncino si sposta verso il corpo di conseguenza con il rilassamento ritorna in posizione verso il basso. Quando per esempio si contraggono i glutei, il bastoncino non si muove, così come quando vengono utilizzati i muscoli addominali si allontanerà dal corpo, permettedovi visivamente di capire quali muscoli si stiano muovendo. Molte donne lo ritengono utilissimo per “trovare” il pavimento.

Nel caso in cui il problema non è tanto non sentire i muscoli quanto non riuscire anche con gli esercizi a renderli più tonici, una soluzione può essere la ginnastica passiva.

Nella ginnastica passiva, alcuni strumenti vengono utilizzati con grande efficacia. Per ginnastica passiva si intende l’utilizzo di un oggetto che faccia contrarre la muscolatura in vece nostra. Con la ginnastica passiva non è necessario sentire il muscolo. La nostra posizione verticale, in piedi e possibilmente in movimento, servirà ad obbligare il pavimento pelvico a contrarsi nel tentativo di trattenere l’oggetto.

Gli strumenti utilizzati per la ginnastica passiva possono essere diversi per forma e peso in base alle proprie esigenze. Una donna con un’incontinenza da sforzo pronunciata non beneficerà di un peso eccessivo, anzi, dovrà partire da un peso minimo e piano piano con pazienza e costanza ricostruire la tonicità muscolare senza mai eccedere o sforzare pena lo sfiancamento ulteriore della pavimentazione. Indipendentemente dal tipo di strumento utilizzato il concetto è lo stesso. Lavorare con costanza, senza sforzare, accompagnando il corpo ascoltandolo. L’ascolto è importante! Ogni sensazione di disagio o fastidio o dolore che non sembra normale è un messaggio ben preciso. Togliere il cono o la sfera e riprendere il giorno dopo. Quanto tempo si deve tenere lo strumento? Anche in questo caso occorre ascolto. Fino ad un massimo di 30 minuti, si può iniziare anche da pochi minuti. Il tempo giusto è quello che il nostro corpo accetta! Per cui, nessuna preoccupazione se dopo un paio di minuti non si è più in grado di trattenerlo. Si toglie, si lava, si ripone e ci si pensa il giorno dopo. La costanza premierà e in un tempo relativamente breve, in base al peso utilizzato, si vedranno grandi progressi.

Aquaflex è formato da due coni e 4 pesi. I coni sono di dimensioni diverse, uno più grande e uno più piccino, i pesi sono 1 da 5 gr., 2 da 10gr., 2 da 20 gr. Si inizia con il cono più grande, più facile da trattenere e si testa la resistenza della nostra muscolatura. Consiste nello sdraiarsi e una volta inserito il cono si tira il cordoncino per vedere la reale resistenza che siamo in grado di porre. Se il cono esce senza che il muscolo sia in grado di porre resistenza, si inizia la ginnastica a cono vuoto. Meno peso meglio è. Mano a mano ci si renderà conto che la pavimentazione pelvica comincia a reagire e si potrà passare al primo peso, 5 gr, e così via, aumentando il peso fintantoché il nostro corpo reagisce bene. Si passa poi al cono più piccolo e si ricomincia. Se il primo peso è ancora troppo si riparte a cono vuoto.

Molte donne non saranno in grado di sovrapporre tutti i pesi fino ad avere un totale di 55 gr. Anche questo non è un problema, non tutti riescono a sollevare 20 kg senza per questo essere deboli. è anche una questione di costituzione, quello che ci interessa è rendere il nostro muscolo più tonico possibile e ridurre o eliminare i disagi che il rilassamento della pavimentazione pelvica produce. L’importante è che il nostro corpo reagisca e stia bene.

Adatto a chi ha dei problemi di incontinenza più importanti

PelvixConcept è costituito da un cono con la parte inferiore rigata per meglio sentire il pavimento pelvico e 3 pesi ciascuno di 7 gr, 14 e 51 gr.

Anche in questo caso si testa la resistenza del muscolo. Si parte dal cono vuoto o con il peso più piccolo e si prosegue con l’aumento del peso via via che la nostra muscolatura è in grado di sopportare il peso superiore.

Adatto al recupero dopo il parto o ad una leggera incontinenza da sforzo

Le sfere Lelo sono tra i prodotti di Saltafrontiere, le sfere grammate più pesanti. Composto da 2 sfere rosa di 28 gr. ciascuna e 2 sfere azzurre di 37 gr. ciascuna, si inizia con la sfera rosa per proseguire con quella azzurra, due rosa utilizzando la ghiera, una rosa e una azzurra sempre utilizzando la ghiera, due azzurre.

Utile per il dopo parto, nel caso di leggera incontinenza da sforzo, per il mantenimento di una buona muscolatura, per il gioco, avendo all’interno i pesi, sfere più piccole che con il movimento si muovono creando vibrazione e con essa stimolo, che di fatto è anche lo stimolo che produce la contrazione automatica del muscolo.

Le O-Balls, sono sfere a peso fisso. Ogni sfera pesa 35 gr. è un kit composto da una sfera singola e una sfera doppia. L’utilizzo è semplice: prima la sfera singola poi quella doppia

Adatta ad una muscolatura tonica, il recupero dopo il parto, il gioco

In alcuni casi occorre necessariamente l’intervento di un professionista. Accade quando la pavimentazione pelvica è così debole che gli esercizi con la ginnastica attiva non sono minimamente sufficienti e qualsiasi strumento per la ginnastica passiva non può essere d’aiuto se non addirittura dannoso. In questi casi l’utilizzo di Biofeedback o di un elettro-stimolatore può essere efficace. Successivamente si può proseguire a casa, sempre con un elettro-stimolatore come Pel-Fit. Si tratta di uno strumento composto da una parte, come un tampone, che viene inserita in vagina ed una parte che manda l’impulso. Viene utilizzato in posizione supina e genera un leggero pizzicore dato dall’impulso elettrico. L’utilizzo del Biofeedback e dell’elettrostimolatore congiunti hanno dimostrato di essere efficace nel trattamento dell’incontinenza urinaria e nella debolezza della pavimentazione pelvica.

Tradotto ed integrato da Alison Bourne MA (Cantab) BSc MCSP ACPWH

Un commento personale a quanto scritto

è estremamente importante che ci sia una collaborazione e scambio di informazioni tra il medico (sia di famiglia che ginecologo) per trovare insieme la soluzione ed il prodotto migliore per voi. Nel caso dell’elettro-stimolatore non tutte le donne potranno utilizzarlo. Pur minimi, sono impulsi elettrici pertanto, anche e soprattutto in questo caso è importante che ci sia la massima collaborazione tra la donna sofferente e il proprio medico.

Questo permetterà inoltre di conoscere esattamente la propria condizione e di non acquistare in modo incauto prodotti non adatti al proprio problema specifico. Questo è particolarmente importante per tutte le donne con problemi di incontinenza. Non tutti gli strumenti sul mercato sono indicati. Ogni situazione è differente ed è necessario conoscerla per meglio scegliere.

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